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Messaggio del parroco di Valverde in Iglesias

Messaggio di P. Vincenzo Pisanu pubblicato nel bollettino parrocchiale "Lettera ai Fedeli" del mese di novembre 2011.

“Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati»” (Mt 9,2) .

 In questo tempo molto difficile, a causa della grande crisi economica che attraversano molti paesi e della quale non solo non se ne vede il termine ma neanche se ne vogliono immaginare tutte le conseguenze, può sembrare che l’uomo viva di solo pane e che la dimensione spirituale non sia così importante.

A volte la nostra società, di cui noi facciamo parte, può essere paragonata agli uomini che viaggiavano sul grande e lussuoso transatlantico Titanic, considerato il vertice della tecnologia navale dell’inizio del secolo scorso. Tutti ne conosciamo la sua storia.

 Durante il suo viaggio inaugurale, con a bordo oltre 2000 persone, in seguito ad una collisione con un iceberg, affondò dopo solo quattro giorni di navigazione. Nonostante l’imbarcazione si stesse inabissando, tutti continuarono a danzare e festeggiare: in poche ore morirono oltre 1500 persone. Del Titanic si diceva: “Nemmeno Dio potrebbe affondarlo” e perciò venne chiamato “L’inaffondabile”.

Certo, la crisi economica non è da sottovalutare, ma a monte c’è una crisi ben più grave che, in un certo modo, potrebbe esserne stata la causa. Parlo della crisi della fede che interessa tutti, in modo particolare i battezzati e quindi anche noi. Le idee del mondo ateo e postcristiano sono entrate anche nelle nostre chiese e si continua a chiamare cristiano quello che di cristianesimo spesso ha solo una infarinatura o in certi casi solo il nome e non certo lo Spirito.

La trasmissione della fede ai figli, la formazione permanente, la frequenza ai Sacramenti, la preghiera ecc. non solo non occupano il primo posto ma a volte sono trascurate del tutto. Persino in coloro che sono chiamati ad animare la vita spirituale, nella catechesi, nei vari Gruppi e Movimenti con tristezza talvolta si nota una mentalità prettamente non cristiana. Dopo questa constatazione potrebbe esserci la tentazione della delusione o dello scoraggiamento, ma neanche questo è cristiano!

La Speranza, la Carità e la Fede, queste sì che vengono dal Signore! Sono le virtù che tropo spesso ci mancano e di cui abbiamo veramente bisogno per una vita “buona”. La nostra società e quindi i nostri fratelli, figli, nipoti ecc. hanno bisogno di essere portati davanti al Signore affinché possano sentire le parole di Gesù: “Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati” e così, liberi da tutto ciò che li paralizza, possano finalmente vivere.

Abbiamo appena iniziato un nuovo anno pastorale e ci prepariamo a vivere l’anno della fede, lasciamoci guidare seriamente dalle parole del santo Padre e faremo parte di coloro che “portano” il paralitico davanti a Gesù affinché venga guarito (e quanti paralitici ci sono!).

"Ho deciso di indire uno speciale Anno della Fede, che avrà inizio l’11 ottobre 2012 – 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II – e si concluderà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell’universo" (Angelus, 16 ottobre 2011);

"La Chiesa non si limita a ricordare agli uomini la giusta distinzione tra la sfera di autorità di Cesare e quella di Dio, tra l’ambito politico e quello religioso. La missione della Chiesa, come quella di Cristo, è essenzialmente parlare di Dio, fare memoria della sua sovranità, richiamare a tutti, specialmente ai cristiani che hanno smarrito la propria identità, il diritto di Dio su ciò che gli appartiene, cioè la nostra vita" (Omelia del Santo Padre in occasione della Celebrazione Eucaristica a conclusione del primo incontro internazionale promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, 16 ottobre 2011);

"Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio, per poter parlare di Dio. E dobbiamo anche ricordare sempre che Gesù non ha redento il mondo con belle parole o mezzi vistosi, ma con la sua sofferenza e la sua morte" (Discorso del Santo Padre ai partecipanti all’incontro voluto dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, 15 ottobre 2011).