Messaggio del parroco della Beata Vergine di Valverde - Iglesias.
Una crisi molto più grande!
“La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire Dio e il denaro.
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? (…). Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (cfr Mt 6).
Viviamo in un momento in cui anche il nostro territorio soffre di una grande crisi lavorativa che tocca migliaia di persone.
La Chiesa è vicina a tutti gli uomini e, in questo momento particolare, vuole esserlo in modo speciale soprattutto a tutte quelle famiglie che soffrono o rischiano di soffrire la piaga della disoccupazione.
La preghiera della chiesa sale a Dio affinché le menti e i cuori degli uomini si aprano alla Sua Grazia e si lascino ispirare da Lui che solo conosce bene l’uomo e lo ama intensamente.
Il Santo Padre Benedetto XVI, ricevendo il 12 gennaio scorso gli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, ha riaffermato che la crisi che stiamo vivendo, ha le sue radici più profonde in una crisi etica e il Santo Padre ha dato un senso alle attuali difficoltà dicendo che: “la crisi attuale può essere anche un’occasione per l’intera comunità civile di verificare se i valori posti a fondamento del vivere sociale abbiano generato una società più giusta, equa e solidale, o se non sia, invece, necessario un profondo ripensamento per recuperare valori che sono alla base di un vero rinnovamento della società e che favoriscano una ripresa non solo economica, ma anche attenta a promuovere il bene integrale della persona umana.”
Esaminando poi le cause che ci hanno portato a questa situazione il Papa ha detto che: “la crisi attuale, infatti, ha nelle sue radici anche l’individualismo, che oscura la dimensione relazionale dell’uomo e lo conduce a chiudersi nel proprio piccolo mondo, ad essere attento a soddisfare innanzitutto i propri bisogni e desideri, preoccupandosi poco degli altri. (…) La fede ci dice che l’uomo è un essere chiamato a vivere in relazione e che l’"io" può trovare se stesso proprio a partire da un "tu" che lo accetti e lo ami. (…) E questo "Tu" è anzitutto Dio, l’unico capace di dare all’uomo un’accoglienza incondizionata e un amore infinito, e sono gli altri, a iniziare dai più vicini. Riscoprire questa relazionalità come elemento costitutivo della propria esistenza è il primo passo per dare vita a una società più umana”.
Al termine dell’Udienza, Benedetto XVI ha invitato le autorità ad assicurare alle famiglie uno speciale sostegno e a difendere la famiglia fondata sul matrimonio come essenziale cellula della società.
La crisi più grande, che in un certo modo ha generato anche quella odierna, è la crisi della fede! L’uomo si è allontanato da Dio pensando che la religione lo limitasse e, credendo di saperne più di Dio, ne ha voluto prendere il posto. La religione da troppe persone è stata relegata, nel migliore dei casi, a qualche rara celebrazione irrilevante ai fini della vita quotidiana. Non avendo “luce” negli occhi e vivendo senza fede, nella grande tenebra, l’uomo non si è preoccupato del Regno di Dio e così è iniziata la distruzione della famiglia cristiana. Molte sono le conseguenze di questo ateismo pratico anche tra i battezzati, basti come solo esempio il delitto dell’aborto cosiddetto “chirurgico”: in soli ventinove anni, dal 1978 al 2007 in Italia, secondo i dati del Ministero della salute, sono stati ammazzati con l’aborto chirurgico quattro milioni seicentosessantaquattromila trecentosette (4.664.307) bambini. Negli ultimi trent’anni, cinque milioni di aborti in Italia!
Secondo Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior (Istituto per le opere di religione) e studioso di economia: “l’eccesso di credito fatto dal sistema bancario non è l’origine, ma la conseguenza della crisi, perché la vera crisi è il crollo delle nascite e di conseguenza il crollo dello sviluppo sostenibile nel mondo occidentale, Europa e Stati Uniti” (La Bussola Quotidiana, 21.01.2012).
Carissimi, ogni volta che l’uomo si allontana da Dio apre davanti a sé la strada dell’“esilio”, della distruzione e della sofferenza, ma Dio ha sempre pietà delle sue creature e dona sempre una nuova possibilità di riscatto. Torniamo al Signore! con la formazione cristiana, la catechesi per gli adulti e per i fanciulli, la frequenza ai Sacramenti e la preghiera. Ricominciamo con la trasmissione della fede ai piccoli e con l’esempio di una vita santa e, attaccati al Signore, cerchiamo prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte le altre cose ci saranno date in aggiunta!
P. Vincenzo Pisanu, parroco.






