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Eroicità della virtù

EROICITÀ DELLE VIRTÙ

L’oggetto primario di questa Informatio è l’esercizio eroico delle virtù in genere e in specie da parte del cappuccino. Da quanto si è detto fin qui, appoggiandoci a quello che hanno detto i testi e ai documenti processuali, possiamo e dobbiamo subito dichiarare che fra Nicola si presenta come un eccellente modello di donazione totale ed eroica a Dio e ai fratelli.

Confrontando il decreto “Perfectae caritatis” del Concilio Vaticano II si osserva che i religiosi, professando i consigli evangelici, rispondono ad una vocazione divina così da diventare morti al peccato, e da rinunciare al mondo e vivere per Dio solo. Cercando Dio solo, i religiosi debbono saper unire la contemplazione con l’amore apostolico, per cooperare all’opera della Redenzione ed alla diffusione del regno di Dio. (cfr. PC n. 5).

Fra Nicola è stato sempre conforme a queste indicazioni e così lo hanno visto e ammirato quanti lo hanno conosciuto: contemplativo, dimentico di sé, adorno d’ogni virtù, esercitata in maniera straordinaria, con costanza e serenità.

Tutti i testi sono concordi nel presentare fra Nicola come un religioso di virtù superiore.

Il signor Emilio Montaldo, ragioniere e commerciante, afferma:

“Le virtù praticate dal Servo di Dio risaltavano in modo straordinario e davano l’impressione di un uomo ispirato da Dio. Si vedeva in lui un qualcosa di trascendente, sembrava che non fosse lui a parlare, ma lo Spirito di Dio”.

Il prof. Remo Fadda, docente Universitario attesta:

“E’ mia convinzione che fra Nicola fosse un santo e questo posso dirlo anche solo per quanto lo potevo vedere e cioè, il suo raccoglimento, la preghiera continua, il suo schivare le attenzioni della gente, l’umiltà e la venerazione della gente. E’ proprio perché ero convinto della sua santità, mi rivolsi a lui per ottenere la grazia che di fatto ottenni”.

Diversi testi concordano che, nell’esercizio della virtù, fra Nicola si distingueva dagli altri religiosi in modo decisamente superiore.

Il confratello fra Serafino Melis da Guasila:

“Posso affermare che la virtù di fra Nicola era superiore a quella degli altri: sia dei laici che degli altri confratelli religiosi”.

Padre Benedetto Cocco da Cagliari attesta:

“… fra Nicola era un religioso diverso dagli altri a motivo della pratica della virtù che egli esprimeva in grado superiore a quello degli altri… A mio giudizio la virtù esercitata da fra Nicola induceva a credere che egli fosse una persona, sotto il profilo spirituale, straordinaria”.

Padre Bonaventura Margiani da Mogoro:

“Dai fatti conosciuti e dall’esperienza derivante dai contatti avuti col Servo di Dio, posso affermare che egli ha praticato le virtù cristiane e religiose in un modo certamente fuori del comune… la pratica delle virtù del Servo di Dio era senz’altro superiore a quella comune dei buoni cristiani”.

Padre Eusebio Cirronis da Mogoro:

“… il Servo di Dio ha esercitato la virtù cristiana in un grado certamente straordinario e non comune, in tutto il corso della sua vita… mosso unicamente da motivi soprannaturali… superiore alla pratica comune dei buoni cristiani e dei buoni religiosi… Questo mio giudizio è basato su diversi elementi: la fedeltà ininterrotta del Servo di Dio alle norme della regola e dell’obbedienza anche nelle minime cose; la sua obbedienza pronta e totale ad ogni cenno del superiore, tanto che egli non faceva nulla senza il merito dell’obbedienza. In lui traspariva unicamente il desiderio di fare la volontà di Dio, tanto che non ho mai potuto notare in lui alcuna mancanza”.

Padre Giulio Baldus da Samatzai:

A mio giudizio nel Servo di Dio, fondamento della sua vita è stato il desiderio e la volontà di perfezione; per quanto riguarda il grado della virtù, per me, egli le ha esercitate in grado non comune, cioè in grado superiore a quanto ogni buon religioso può esercitarle…

Credo che la motivazione che spinse il Servo di Dio sia stata il continuo desiderio di piacere a Dio. Suo intercalare nei momenti vari della sua vita quotidiana, nel rapporto con la gente e con i confratelli era: “Sia per amor di Dio”, “Sia per la gloria di Dio””.

Padre Maurizio Deidda da Senis:

“Tenendo conto di tutto l’insieme armonico delle virtù che io ho osservato nella vita del Servo di Dio, mi sento di dire senza ombra di dubbio che egli le ha esercitate con tanta fedeltà e continuità che autorizza a qualificare la sua vita non comune, ma eroica nel senso della Chiesa. La continua vita d’unione con Dio mi autorizza a dire che il Servo di Dio era sempre animato da intenzione soprannaturale”.

Il prof. Sergio Montaldo, direttore dell’Istituto di Medicina Legale:

“Do un giudizio tutto mio sulla virtù di fra Nicola, quando dico che osservandolo (e questo per me fu frequentissimo) restavo colpito da tutto il suo atteggiamento e lo vedevo non solo molto fedele alla virtù, ma anche in modo tutto diverso e cioè superiore a quanto potevo vedere in altri religiosi che pure erano fedeli alla vita spirituale e religiosa”.

Padre Lino Barbati da Prata della Provincia Monastica di Foggia:

“Per me è stato un religioso cappuccino esemplare, che mi affascinava con le sue virtù: spirito di preghiera, spirito di penitenza; semplicità ed umiltà, modestia e povertà, silenzio interiore, insomma un religioso non solo da ammirare, ma da imitare”.

Padre Mariano Pinna da San Vero Milis:

“… ritengo di poter dire che egli esercitò le virtù in un grado superiore a quello comune in un buon religioso, non tanto perché ci siano stati fatti o situazioni singole che richiedessero un eroismo eccezionale, ma perché la sua fedeltà alla virtù nelle situazioni ordinarie d’ogni giorno, fu continua, senza cedimenti… In tutte le virtù era evidente il grado superiore a quello che io potevo osservare negli altri. Se per eroicità di virtù possiamo intendere la fedeltà nel dare a Dio tutto ciò che una creatura, nella concretezza del suo essere, può dare, ritengo che fra Nicola abbia esercitato la virtù in grado eroico”.

Padre Filippo Pili:

“Il segreto della virtù del Servo di Dio è, a mio avviso, da ricercarsi nella sua unione con Dio, fatta di raccoglimento, meditazione, preghiera. Non era molto appariscente in lui la pratica della virtù tanto da far pensare che ci tenesse a non farsi notare. Nessuna ostentazione c’era in lui, per cui era difficile vederne in profondità i risvolti della santità. Per me l’eroismo della sua virtù è dato soprattutto dalla costanza nella pratica della medesima. Era possibile avvertire una crescita continua nel bene da parte del Servo di Dio”.

Altri testi rilevano la naturalezza, la continuità e la gioia con cui fra Nicola trascorreva la vita da santo religioso.

Così il confratello portinaio fra Mauro Cotza da Sinnai:

In lui non c’era soltanto l’osservanza ma anche una prontezza serena e interiore a tutto ciò che era impegno di vita religiosa. Dio e la sua anima avevano il primato in ogni circostanza della sua vita; sapeva lasciar tutto per gli atti comuni al primo cenno della campana, nulla lo portava a diminuire la sua preghiera. Ripeto che io in vent’anni non ho notato mai in lui alcun rilassamento nella fedeltà agli impegni derivanti dalla Regola o anche solo da suoi propositi”.

Il confratello fra Lorenzo Pinna da Sardara:

In generale posso dire, a mio giudizio, che il Servo di Dio esercitò le virtù in grado certamente superiore a quello comune di buoni religiosi, sia per la continuità, sia per la fedeltà, generosità ed equilibrio”.

Il confratello Padre Ilario Melis da Quartu S. Elena:

Da parte mia posso rilevare nelle virtù di fra Nicola queste caratteristiche: continuità, serenità e disponibilità fino all’esaurimento delle sue forze, senza, mai dispensarsi o farsi dispensare anche quando ad un religioso di virtù comune non sarebbero mancate ragioni valide”.

Il confratello Padre Bonaventura Margiani da Mogoro:

Ho riscontrato, nell’esercizio delle virtù cristiane, da parte del Servo di Dio, grande equilibrio e una costanza perseverante fino alla morte, prontezza nei limiti del suo temperamento piuttosto posato. Quanto al diletto spirituale, egli non lo dava a vedere esteriormente, ma era sempre sereno”.

Padre Angelo Zaccheddu da Meanasardo attesta:

Per me può costituire argomento della eroicità della virtù del Servo di Dio la pratica che ne fece in modo costante, senza pause e cedimenti”.

Il confratello Padre Maurizio Deidda da Senis:

Per quanto a me è potuto risultare non ho visto in lui alcun atteggiamento che denotasse mancanza d’equilibrio o di prontezza nell’esercizio della virtù. L’ho visto sempre sereno e fedele anche quando la natura poteva esigere un allentamento a causa delle sofferenze fisiche”.

Ed ecco altre tre importanti testimonianze.

Quella dell’On. Salvatore Cara, terziario francescano:

La mia convinzione sul grado della virtù del Servo di Dio è quella, del resto, condivisa da quanti lo hanno conosciuto. E’ stata, la sua, una virtù praticata in sommo grado. Quando io feci la sua Commemorazione, dissi che fra Nicola non era stato dichiarato “santo” canonicamente, ma tale egli risultava essere stato sulla base della sua vita e delle sue virtù. Se qualcuno osservasse che io, in quella circostanza possa avere esagerato, direi che nelle mie parole non c’era nessuna esagerazione e che il mio giudizio era oggettivamente significativo della virtù e del merito del Servo di Dio, anzi aggiungo che le mie parole furono inadeguate al reale merito del Servo di Dio. Ovviamente il giudizio da me espresso allora rimane tuttora valido”.

Ghiani Dolores ved. Alziator, professoressa, attesta:

A mio giudizio la santità di fra Nicola fu una cosa reale perché si manifestò attraverso i miracoli anche quando egli era in vita, e molti, oltre a me e mio marito, attestarono di averne fatto esperienza. Mio marito diceva che sicuramente un giorno, la Chiesa, lo avrebbe proclamato “santo” di quella santità che pure aveva già dato i suoi frutti mentre fra Nicola passava tra noi. Preciso che fra Nicola non si può considerare un uomo qualunque anche virtuoso ma per effetto di un’attitudine naturale perché non si spiegherebbe il fascino del soprannaturale che egli diffondeva dovunque. La gente non capiva da che cosa fosse stato creato questo fascino, ma tuttavia percepiva la presenza del divino”.

Il medico Nuvoli Francesco afferma:

Il mio giudizio complessivo sulle virtù del Servo di Dio posso sintetizzarlo nel modo seguente. Sono rimasto sempre impressionato e lo sono tuttora dalla personalità di fra Nicola; trovare insieme umiltà, modestia, obbedienza, silenzio, virtù portate quasi all’estremo, mi hanno portato a chiedermi spesso: “Ma chi è fra Nicola?”. A mio giudizio la fama di santità del Servo di Dio aveva un’unica origine: il possesso effettivo della virtù da parte del Servo di Dio”.