Cappuccini in Sardegna
Le perplessità della Chiesa sulla cremazione
L'Ordinario militare commenta una prassi sempre più diffusa anche tra i cristiani
ROMA, lunedì, 12 luglio 2010 (ZENIT.org).- Di fronte alle "richieste di chiarimento su come comportarsi dinanzi alla crescente domanda di cittadini interessati, ad avvenuta cremazione, allo spargimento delle ceneri in mare", l'Ordinario militare per l'Italia, l'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, ha diffuso un comunicato sul tema.
Il presule spiega che le richieste di chiarimenti provengono all'Ordinariato "da vari Enti della Marina Militare, particolarmente dalle Capitanerie di Porto", e per questo motivo ha ritenuto "opportuno offrire alcune considerazioni ispirate alla dottrina della Chiesa cattolica".
"E' noto che l'odierna sensibilità culturale tende a censurare la morte", scrive nel testo monsignor Pelvi, sottolineando che cresce infatti "una mentalità assopita e dissimulatrice, che coinvolge in particolare i giovani in un processo di rimozione collettiva".
Un incontro sacerdotale in Vaticano mostra la bellezza del celibato
Il Cardinale Bertone in un pomeriggio di testimonianze di presbiteri
ROMA, mercoledì, 9 giugno 2010 (ZENIT.org).- I sacerdoti sono fratelli di ogni uomo e donna: è così che si spiega “l'attualità e la bellezza” del celibato, ha detto il Cardinale Tarcisio Bertone SDB, questo mercoledì, nell'Aula Paolo VI del Vaticano, in un pomeriggio di testimonianze e riflessione dedicato ai presbiteri.
I sacerdoti “sono essenzialmente fratelli tra i fratelli nei quali ravvisano il volto di Cristo. Fratelli di ogni persona umana, degli uomini e delle donne, da amare e da servire con totale dedizione, senza nessun attaccamento, senza ricerca del proprio interesse”, ha spiegato il Segretario di Stato vaticano.
“Allora si comprende l'attualità e la bellezza del celibato – ha aggiunto –. E in voi questa bellezza risplende di quell'amore incondizionato che è sempre stato tenuto in grande considerazione nella Chiesa, come segno e stimolo della carità e come una speciale sorgente di fecondità nel mondo”.
La Chiesa e l'umanità “hanno bisogno di sacerdoti di questa tempra, di autentici 'profeti d'un mondo nuovo'; quel mondo iniziato con la venuta di Cristo, in continuo divenire, in continua formazione”, ha assicurato.
L'incontro, a cui hanno preso parte migliaia di sacerdoti provenienti da 70 paesi, aveva per tema “Sacerdoti oggi” ed è stato promosso dai sacerdoti aderenti al Movimento dei Focolari, dal Movimento di Schoenstatt, dal Rinnovamento Carismatico Cattolico Internazionale e da altre aggregazioni ecclesiali.
Nell'incontro si è ascoltata la testimonianza di un sacerdote dell'Irlanda sulla fedeltà alla vocazione. Dal Burundi, i sopravvissuti all'assalto al seminario minore di Buta. Dalla Germania, un prete che ha superato l'esperienza dell'alcolismo grazie all'aiuto della sua comunità.
E, infine, è risuonata la testimonianza teologica del Cardinale Arcivescovo di Santiago del Cile, Francisco Javier Errázuriz Ossa, insieme alla rivisitazione di alcune pagine di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, e di padre Josef Kentenich, fondatore di Schoenstatt.
Il tutto suddiviso in tre momenti, che hanno contribuito a formare l'identikit dei sacerdoti oggi: uomini di Dio; fratelli tra i fratelli, nell'unico popolo; profeti di un mondo nuovo.
E ogni “tappa” introdotta da brani in video dell'incontro di Benedetto XVI con i sacerdoti, nel luglio del 2005 ad Aosta.
Il Cardinale Bertone ha sottolineato come “in questo tempo, ci siamo dovuti far carico del dolore per le infedeltà, a volte anche gravi, di alcuni membri del clero, che hanno inciso così negativamente sulla credibilità della Chiesa, per cui il Papa rispondendo ai giornalisti durante il recente viaggio in Portogallo, ha parlato di una 'persecuzione' che nasce dall'interno stesso della Chiesa”.
“Da questo dolore scaturisce una presa di coscienza provvidenziale – ha aggiunto Bertone citando la Lettera pastorale ai cattolici dell'Irlanda --: occorre vivere 'una stagione di rinascita e di rinnovamento spirituale', seguire 'con coraggio la via della conversione, della purificazione e della riconciliazione', 'trovare nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza e la ricchezza dell'amicizia con Gesù Cristo nella comunione della sua Chiesa”, come ci ha invitato a fare Benedetto XVI”.
Al termine dell'incontro c'è stata la celebrazione dei vespri. Nell'omelia il Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha parlato della stagione di “rinnovata Pentecoste” alla quale in primo luogo sono invitati i presbiteri nel rispondere alla missione loro affidata dal Signore.
Per questo – ha concluso – il presbitero è pastore sempre, ventiquattr'ore al giorno.
Il sacerdote nella Celebrazione eucaristica del Corpus Domini
Rubrica di teologia liturgica a cura di don Mauro Gagliardi
ROMA, giovedì, 3 giugno 2010 (ZENIT.org).- L’articolo odierno è dedicato alla solennità del Corpus Domini. Padre Michael Lang, Officiale della Congregazione per il Culto Divino e Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, ripercorre le principali tappe storiche che hanno condotto alla definitiva affermazione di questa importante ricorrenza liturgica. Richiamando i testi eucologici della Messa del giorno, egli offre alcune riflessioni teologico-spirituali, che si estendono anche alla tradizionale processione del Santissimo Sacramento. In particolare, si sottolinea il legame del Giovedì Santo e del Tempo di Pasqua con la solennità del Corpus Domini e l’importanza peculiare di quest’ultima per la vita spirituale dei sacerdoti (don Mauro Gagliardi).
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Uwe Michael Lang
La solennità del Corpo e del Sangue del Signore, nelle parole di Papa Benedetto XVI, «ci invita a contemplare il sommo Mistero della nostra fede: la Santissima Eucaristia, reale presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell’altare. Ogni volta che il sacerdote rinnova il Sacrificio eucaristico, nella preghiera di consacrazione ripete: “Questo è il mio corpo... questo è il mio sangue”. Lo dice prestando la voce, le mani e il cuore a Cristo, che ha voluto restare con noi ed essere il cuore pulsante della Chiesa»[1].
1. Le origini della festa del Corpus Domini[2]
Le origini remote della festa del Corpus Domini si trovano nello sviluppo del culto dell’Eucaristia nel corso del Medioevo. Le dispute dottrinali fra Pascasio Radberto († 865) e Ratramno di Corbie († 868), e soprattutto fra Berengario di Tours († 1088) e Lanfranco di Pavia († 1089), portarono ad un chiarimento della dottrina sulla presenza reale di Cristo nel Sacramento e, di conseguenza, ad un più sentito e diffuso culto dell’Eucaristia.
Nel secolo XIII si manifesta un movimento più ampio di devozione eucaristica presso il popolo ed anche fra i teologi, con un forte contributo dato dal nuovo ordine francescano. Il Concilio Lateranense IV (1215), precisando la dottrina della Chiesa con la formula della transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo, ha spinto ad un ulteriore sviluppo del culto eucaristico. Lo stesso Concilio prescrisse l’obbligo della comunione annuale a Pasqua e la custodia dell’Eucaristia in un luogo sicuro[3]. Nella liturgia si diffuse la prassi di elevare l’ostia ed il calice durante la Messa per il desiderio dei fedeli di vedere e di adorare le specie consacrate.
Sant'Antonio, un carisma che cresce
Intervista al nuovo Direttore generale del Messaggero di santAntonio 
di Antonio Gaspari
ROMA, martedì, 1 giugno 2010 (ZENIT.org).- Antonio da Padova è vissuto tra il 1196 e il 1231, e la sua fama di santità non è mai scemata anzi è sempre cresciuta.
A distanza di 769 anni sono milioni le persone che lo pregano, lo invocano, ne ripercorrono la storia ed i luoghi dove è vissuto.
Intorno al suo carisma sono nate innumerevoli opere, tra cui una rivista “Il Messaggero di Sant’Antonio” che è la più diffusa non solo in Italia.
Martedì 25 maggio padre Gianni Cappelletto, Ministro Provinciale della Provincia Patavina di S. Antonio dei frati minori conventuali, ha nominato padre Ugo Sartorio nuovo Direttore generale dell’Opera “Messaggero di sant’Antonio” in sostituzione di padre Danilo Salezze, chiamato ad altri incarichi.
Padre Ugo Sartorio, già Direttore della rivista “Credere oggi”, ex Direttore della Scuola di Formazione Teologica per laici al Santo, guardiano della comunità S. Antonio Dottore, autore dei volumi “Dire la vita consacrata oggi” (2001 “Credere in dialogo. Percorsi di fede e annuncio” (2002) e curatore dei volumi: “Annunciare il Vangelo oggi: è possibile? Atti del Convegno della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, Sezione di Padova” (2005), “Orizzonte virtù” (2008), “Scacco matto ai vizi” (2009). Ha mantenuto anche gli incarichi (che ricopre dal 2005) di Direttore editoriale e responsabile del “Messaggero di sant’Antonio”.







