Sei qui: Home
hearderdefinitorio2013.jpg

Cappuccini in Sardegna

Intervista con il superiore del convento della Basilica della Natività a Betlemme

"Qui è nato Gesù"   di Renzo Allegri 

BETLEMME, venerdì, 23 dicembre 2011 (ZENIT.org).- A Betlemme il Natale ha il peso della  storia. E’ rievocato dove realmente si verificò. La terra, il paesaggio, i luoghi sono quelli di 2000 anni fa. Le persone che celebrano il Natale a Betlemme possono dire a loro stesse: “Qui è nato Gesù”, provando, nel pronunciare quella piccola parola, “qui”, un fremito che sconvolge.

Il Natale di Betlemme è un evento che fa notizia. Ne parlano i giornali e la televisione. La Messa di mezzanotte celebrata sul luogo dove Gesù nacque, è trasmessa in mondo visione. Ma l’informazione che corre attraverso i media è fredda, sintetica, sbiadita. Nel groviglio delle notizie, diventa una delle tante e perde il significato immenso che dovrebbe avere.
 

Padre Raniero Cantalamessa indica i laici come nuovi evangelizzatori

Il Signore è vicino      di Antonio Gaspari  

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 23 dicembre 2011 (ZENIT.org).- Nella sua quarta predica di Avvento, pronunciata stamane dinanzi al Pontefice Bendetto XVI, Padre Raniero Cantalamessa ha spiegato come riaccendere la fede nel cuore degli uomini ed ha indicato i laici come i protagonisti della Nuova Evangelizzazione

Di fronte al mondo occidentale secolarizzato e per certi versi post-cristiano, il Predicatore della Casa Pontifica si è chiesto: “Chissà che la fede cristiana non debba tornare di nuovo in Europa dai paesi da essa un tempo evangelizzati; questa volta però non dal Nord, come dopo le invasioni barbariche, ma dal Sud”.

 

Messaggio del parroco in occasione del Natale 2011

Parrocchia Beata Vergine di Valverde in Iglesias (CI)  

“… i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro” (Lc 2, 15-20).

Carissimi, quale poteva essere la situazione nella quale vivevano i pastori e tutti gli abitanti di quella regione o anche di tutto l’Impero romano? Sappiamo che era stato organizzato un censimento, che la Palestina era una regione “difficile” e che creava problemi all’Impero; era sicuramente una parte di esso abitata per la maggior parte da gente che non cercava solamente un tenore di vita migliore, ma aspettava qualcosa di più rispetto a qualsiasi altro abitante della terra. Aspettavano il Messia, il Liberatore, il Salvatore: Dio. E il Signore, che mai delude,

 

L'Avvento ci ricorda che il vero padrone del mondo non è l'uomo ma Dio

Intervento di Benedetto XVI nell'Angelus domenicale

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 27 novembre 2011 (ZENIT.org) - Riportiamo le parole di Papa Benedetto XVI pronunciate oggi dalla finestra del suo studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini giunti in Piazza San Pietro.

Cari fratelli e sorelle!

Oggi iniziamo con tutta la Chiesa il nuovo Anno liturgico: un nuovo cammino di fede, da vivere insieme nelle comunità cristiane, ma anche, come sempre, da percorrere all’interno della storia del mondo, per aprirla al mistero di Dio, alla salvezza che viene dal suo amore. L’Anno liturgico inizia con il Tempo di Avvento: tempo stupendo in cui si risveglia nei cuori l’attesa del ritorno di Cristo e la memoria della sua prima venuta, quando si spogliò della sua gloria divina per assumere la nostra carne mortale.