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Cappuccini in Sardegna

BENEDETTO XVI - UDIENZA GENERALE - Aula Paolo VI - Mercoledì, 1° dicembre 2010

BENEDETTO XVI - UDIENZA GENERALE - Aula Paolo VI - Mercoledì, 1° dicembre 2010

Giuliana di Norwich

Cari fratelli e sorelle,

ricordo ancora con grande gioia il Viaggio apostolico compiuto nel Regno Unito nello scorso settembre. L’Inghilterra è una terra che ha dato i natali a tante figure illustri che con la loro testimonianza ed il loro insegnamento abbelliscono la storia della Chiesa. Una di esse, venerata tanto dalla Chiesa Cattolica quanto dalla Comunione anglicana, è la mistica Giuliana di Norwich, di cui vorrei parlarvi questa mattina.

 

Come educare alla fede cristiana nell'era di Internet?

ROMA, venerdì, 26 novembre 2010 (ZENIT.org).- Come promuovere un'educazione alla fede cristiana nell'era di Internet? E' la domanda a cui ha cercato di rispondere un convegno promosso questo giovedì a Roma dalla Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura-Seraphicum”. 
L'incontro, sul tema “L’educazione alla fede cristiana nell’epoca di Internet – La pedagogia di Gesù e il percorso francescano”, ha constatato che nella società di oggi si nasce meno cristiani, si cresce in realtà sempre più virtuali e l’educazione alla fede diviene una vera e propria sfida educativa.

L'iniziativa, ha spiegato il Preside della Facoltà, padre Domenico Paoletti, dinanzi a un folto pubblico e a padre Jerzy Norel, Vicario Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, “ha voluto dare un contributo a un tema particolarmente delicato come quello dell’educazione alla fede in un’epoca caratterizzata non solo dalla crescente secolarizzazione ma anche da un sistema comunicativo che ha modificato radicalmente i tradizionali rapporti interpersonali, creando un enorme divario tra generazioni”, ricorda un comunicato diffuso dopo l'incontro.
 

Il Papa ai religiosi: siate “cercatori di Dio” e “Vangelo vivente”

Nell'udienza in Vaticano ai Superiori generali e alle Superiore generali
ROMA, venerdì, 26 novembre 2010 (ZENIT.org).- Siate “cercatori di Dio” oltre il provvisorio e annunciate al mondo la bellezza della fede e l'“ignoto”: è l'incoraggiamento rivolto questo venerdì da Benedetto XVI ai partecipanti all'Assemblea generale semestrale dell'Unione dei superiori generali (Usg) e al Comitato direttivo dell'Unione internazionale delle superiore generali (Uisg) durante una udienza in Vaticano.

Nei giorni scorsi 160 membri dell'Usg, che riunisce la quasi totalità degli ordini e delle congregazioni religiose maschili, si è riunito a Roma per riflettere sul presente e sul futuro della vita consacrata in Europa.

Nel suo indirizzo di saluto al Papa il Presidente dell'Usg, don Pascual Chávez Villanueva, ha detto che per la vita consacrata questo è “un tempo difficile, in cui il contesto sociale e culturale non favorisce la stima e l'attenzione a una scelta così bella e così impegnativa: seguire il Signore Gesù attraverso la pratica dei consigli evangelici”. 

“Abbiamo visto che il problema della vita consacrata - ha spiegato - è di vivere la sua identità 'profetica', ritornando a essere significativa, valorizzando come un dono anche la 'minorità', la perdita di rilevanza sociale o di significatività, 'l'invisibilità': difatti nell'Europa odierna siamo poco conosciuti, meno apprezzati, ma non importa”.

Perciò, ha aggiunto, “la vita consacrata è chiamata a uno sforzo per recuperare una sua voce dentro la società europea. Non è questione di fascino, bensì di fedeltà”. E questo attraverso un triplice impegno: “ritrovare la profondità dell'esperienza spirituale; costruire comunità dove si vive con gioia il dono della fraternità; recuperare la centralità della missione e servirla con più trasparenza”.

 

Benedetto XVI: “guardiamo a Cristo come modello di umiltà e di gratuità”

Nel discorso introduttivo alla preghiera dell'Angelus

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 29 agosto 2010 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito le parole pronunciate da Benedetto XVI questa domenica ad introduzione della preghiera dell’Angelus recitata insieme ai fedeli e ai pellegrini riunitisi nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

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Cari fratelli e sorelle,

nel Vangelo di questa domenica (Lc 14,1.7-14), incontriamo Gesù commensale nella casa di un capo dei farisei. Notando che gli invitati sceglievano i primi posti a tavola, Egli raccontò una parabola, ambientata in un banchetto nuziale. "Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cèdigli il posto!» ... Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto" (Lc 14,8-10). Il Signore non intende dare una lezione sul galateo, né sulla gerarchia tra le diverse autorità. Egli insiste piuttosto su un punto decisivo, che è quello dell’umiltà: "chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 14,11).