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Cappuccini in Sardegna

In ricordo di Padre Benigno Maria Concas da Gonnosfanadiga

Lettera aperta per la realizzazione di una sala dedicata a Padre Benigno

Carissimi,

per me questo è il dodicesimo anno di permanenza nella amata città di Iglesias e ringrazio il Signore perché mi dà di servire la comunità della Beata Vergine di Valverde in qualità di parroco.

Sin dal mio arrivo, nell'agosto 2004, mi sono subito preoccupato affinché tutti potessero trovare accoglienza e ciascuno potesse avere la possibilità di un incontro serio con la Parola di Dio, con i Sacramenti e con la Comunità.

Alle numerose iniziative di carattere pastorale si sono sempre affiancate le opere di carità, soprattutto col Volontariato vincenziano, e le opere di mantenimento e miglioramento delle strutture parrocchiali: la climatizzazione della chiesa e dei locali parrocchiali, il restauro della chiesa parrocchiale, la ristrutturazione della cappella e del convento dei frati, ecc.

Avvicinandosi il termine del mio mandato come Parroco pensavo di aver terminato le opere materiali, contento di aver fatto abbastanza lasciando alla città e ai miei successori una bella parrocchia e delle strutture materiali adeguate.

 

Vestizione dei novizi 2015

Nel nostro convento di Camerino (MC)

Venerdì 11 settembre 2015, durante la celebrazione dei vespri, nella prima chiesetta dell'Ordine dei frati minori cappuccini, quattro giovani sardi e due della Provincia romana hanno iniziato l'anno di Noviziato col  Rito della vestizione religiosa.

Fra Cristian, Fra Andrea, P. Giovanni ministro provinciale di Sardegna e Corsica, Fra Giovanni Maria e Fra Claudio.


 

L’omelia del Predicatore della Casa Pontificia in occasione della Giornata Mondiale per la Cura del Creato

Cantalamessa: “La creazione è fatta per essere contemplata non posseduta”  

  • Città del Vaticano, 01 Settembre 2015 (ZENIT.orgLuca Marcolivio
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  • Il “dominio” dell’uomo sulle creature di Dio non è “finalizzato al proprio interesse” ma “a quello delle creature che egli crea e custodisce”. Lo ha detto padre Raniero Cantalamessa, Predicatore della Casa Pontificia, nell’omelia durante la Liturgia della Parola, celebratasi oggi pomeriggio nella basilica di San Pietro, in occasione della Giornata Mondiale per la Cura del Creato.

“Per la Bibbia, il modello ultimo del dominus, del signore, non è il sovrano politico che sfrutta i suoi sudditi, ma è Dio stesso, Signore e padre”, ha spiegato Cantalamessa, aggiungendo che “la fede in un Dio creatore e nell’uomo fatto a immagine di Dio, non è dunque una minaccia, ma piuttosto una garanzia per il creato, e la più forte di tutte”.

Non solo l’uomo non è il “padrone assoluto delle altre creature” ma deve “rendere conto” dei talenti ricevuti, primo tra tutti la “terra”.

La Bibbia non incoraggia affatto la “prevaricazione dell’uomo sul creato”, tanto è vero che “la mappa dell’inquinamento non coincide affatto con quella della diffusione della religione biblica o di altre religioni, ma coincide piuttosto con quella di una industrializzazione selvaggia, volta solo al profitto, e con quella della corruzione che chiude la bocca a tutte le proteste e resiste a tutti i poteri”, ha proseguito il Predicatore della Casa Pontificia.

 

Festa estiva di Sant'Ignazio a Laconi