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Cappuccini in Sardegna

Servo di Dio Fra Gianfranco Maria da Gignese

ORVIETO – 8 maggio 2015. Nella splendida cornice del duomo di Orvieto, il Vescovo mons. Benedetto Tuzia, ha aperto l'Inchiesta diocesana sulla Vita, Virtù e Fama di santità del Servo di Dio Gianfranco Maria Chiti, sacerdote cappuccino. Nella navata centrale del duomo erano presenti l'Ordinario militare d'Italia, Mons. Santo Marcianò, i confratelli cappuccini della Provincia di Roma, molti militari, soprattutto i suoi Granatieri di Sardegna, le autorità cittadine e molti di coloro che lo avevano conosciuto nel suo servizio di militare e nel suo ministero pastorale.

 

Iglesias






 

Pastorale vocazionale



 

Messaggio di Pasqua e orario delle celebrazioni

Nella Parrocchia Beata Vergine di Valverde in Iglesias  

“ Il primo giorno della settimana, la mattina prestissimo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparati. E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti; tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordate come egli vi parlò quand'era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell'uomo doveva essere dato nelle mani di uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare». Esse si ricordarono delle sue parole.

Tornate dal sepolcro, annunciarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.

Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.

Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne.

Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto.” (Lc 24,1-12).

 Carissimi,

è chiaro che Maria di Magdala e le altre donne andando, di buon mattino, al sepolcro di Gesù non si aspettavano minimamente di trovarlo vuoto e ancor meno di incontrare Gesù risorto! Erano in lutto e credevano che con la morte in croce di Gesù fosse stata detta l’ultima parola su Colui che diceva di essere il Figlio di Dio.  Dovevano compiere i riti giudaici per il defunto ed elaborare il lutto.