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Cappuccini in Sardegna

L’incontro di preghiera per la pace

L'8 giugno in Vaticano l'incontro di preghiera per la pace in Medio Oriente  
L’incontro di preghiera per la pace, a cui il Santo Padre Francesco ha invitato i Presidenti di Israele, Shimon Peres, e della Palestina, Mahmoud Abbas, avrà luogo domenica 8 giugno, nel corso del pomeriggio, in Vaticano. Tale data è stata infatti accettata dalle due parti. Lo rende noto un comunicato della Sala Stampa Vaticana.
 

«Abusare di un minore è come celebrare una messa nera»


Il Papa parla ai giornalisti sul volo di ritorno dalla Terra Santa
(©LaPresse)


Intervista con Francesco sull'aereo: «Tolleranza zero anche con i vescovi sulla pedofilia. Non ci saranno "figli di papà"». Libertà religiosa: «Oggi ci sono più martiri che nei primi tempi». Le mie dimissioni? «Sarà quello che Dio vorrà. Ratzinger ha aperto una strada». Sui 15 milioni perduti dallo Ior perché investiti nella Lux Vide: «È una cosa sotto studio. Siamo peccatori ma bisogna cercare che accadano meno scandali». Divorziati e risposati: «Non mi è piaciuto che uomini di Chiesa si siano focalizzati solo su quel tema della relazione di Kasper, il Sinodo è sulla famiglia»

Papa Francesco a ruota libera: nonostante il viaggio massacrante si è sottoposto per un'ora, senza rete, alle domande dei giornalisti che l'hanno accompagnato in Terra Santa.

Gli abusi sui minori
«In questo momento ci sono tre vescovi sotto indagine, di uno, già condannato, si sta studiando la pena. Non ci sono privilegi su questo tema dei minori. In Argentina dei privilegiati diciamo: questo è un figlio di papà. Ecco, su questo tema non ci saranno figli di papà. È un problema molto grave. Un sacerdote che compie un abuso, tradisce il corpo del Signore. Il prete deve portare il bambino o la bambina alla santità. E questo si fida di lui. Invece di portarlo alla santità, lui lo abusa. È gravissimo. È come fare una messa nera! Invece di portarlo alla santità lo porti a un problema che avrà per tutta la vita. La prossima settimana, il 6-7 giugno, ci sarà una messa con alcune persone abusate, a Santa Marta, e poi ci sarà una riunione, io con loro. Su questo si deve andare avanti con tolleranza zero»

 

NELLA VITA, I CONFLITTI CI SONO, IL PROBLEMA È COME SI AFFRONTANO

Papa Francesco: Regina coeliPiazza San Pietro Domenica, 18 maggio 2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

oggi la Lettura degli Atti degli Apostoli ci fa vedere che anche nella Chiesa delle origini emergono le prime tensioni e i primi dissensi. Nella vita, i conflitti ci sono, il problema è come si affrontano. Fino a quel momento l’unità della comunità cristiana era stata favorita dall’appartenenza ad un’unica etnia, e ad un'unica cultura, quella giudaica. Ma quando il cristianesimo, che per volere di Gesù è destinato a tutti i popoli, si apre all’ambito culturale greco, viene a mancare questa omogeneità e sorgono le prime difficoltà. In quel momento serpeggia il malcontento, ci sono lamentele, corrono voci di favoritismi e disparità di trattamento. Questo succede anche nelle nostre parrocchie! L’aiuto della comunità alle persone disagiate - vedove, orfani e poveri in genere -, sembra privilegiare i cristiani di estrazione ebraica rispetto agli altri.

 

La chiacchierata "senza paracadute" di Francesco con seminaristi e sacerdoti

  Bergoglio incontra i Pontifici Collegi e Convitti di Roma e, in un discorso tutto a braccio, indica rischi e pericoli della Chiesa di oggi e di domani: dall'accademismo, ai pettegolezzi da donne, fino a Maria che da madre diventa "suocera"   Di Salvatore Cernuzio

CITTA' DEL VATICANO, 12 Maggio 2014 (Zenit.org) - Applausi, risate, domande e risposte tutte rigorosamente a braccio. Ancora una volta Bergoglio riesce a trasformare un’udienza in Aula Paolo VI, come quella di oggi con i Pontifici Collegi e Convitti di Roma, in una grande tavolata tra amici dove scambiare quattro chiacchiere. Che poi chiacchiere non sono visto che il Pontefice, tra una battuta ironica e un’osservazione arguta, ha richiamato all’ordine e in un certo senso bacchettato studenti e rettori, mettendoli in guardia dai pericoli in cui rischiano di incorrere. A cominciare dall’“accademismo”, il puntare tutto cioè sulla formazione intellettuale a scapito di quella spirituale.