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Spiritualità

SPIRITUALITÀ DEL BEATO

La spiritualità di fra Nicola da Gesturi si è già delineata con abbondanti particolari, nella presente INFORMATIO, dove sono state ripercorse le varie tappe cronologiche-biografiche, della sua vita e dove, attraverso numerose testimonianze, sono state presentate le sfaccettature della sua personalità umana e religiosa.

Si tratta di fare una sintesi per evidenziare l’attualità del suo messaggio, offerto alla Chiesa di Cristo e in particolare all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

La grazia, come la natura, si riproduce in forme sempre diverse e sempre nuove. Fra Nicola ha vissuto il cristianesimo e il carisma francescano-cappuccino secondo il suo stile inconfondibile.

AUSTERITÀ

Scelse lo stato religioso non per un adattamento di comodo, o per preclusione di altre vie; ma in un chiaro e consapevole confronto fra Nicola, volle e preferì lo stato che più sicuramente e manifestamente gli garantiva l’essenziale: tendere a Dio in uno sforzo di perfezione.

La sua spiritualità senza dubbio rifletteva le linee fondamentali del francescanesimo: semplicità e povertà – umiltà e abnegazione – verginità e obbedienza – nascondimento e disprezzo di sé…

Il lineamento spirituale che appariva più spiccato in fra Nicola era l’austerità.

Il portamento semplice e dignitoso, il volto abitualmente composto a serietà e riflessione, il suo fare sobrio e misurato senza artificio, denotavano una abitudine di disciplina e controllo di sé che era diventato seconda natura. Si conosceva l’orario della sua giornata: levata di buon ora, l’ora della preghiera in comune, la questua, i pasti sobrii e qualche visita nelle corsie degli ospedali o cliniche… tutto era ordinato.

A quest’ordine esterno, rigoroso e assiduo, corrispondeva interiormente una vigilanza altrettanto assidua, un dominio abituale delle proprie tendenze, uno sforzo di elevazione generosa e perfetta: una vera penitenza, religiosa e cristiana.

SILENZIO

La Sardegna, terra di gente umile, legata ad un suolo avaro e conteso, non ha espresso i suoi santi dalle genti di palazzo, né dagli uomini di cultura. In Sardegna la santità è contadina; essa nasce e si forma nelle povere case dei paesi sperduti nella piana, o sospesi sui dossi delle montagne. Per questo la santità in Sardegna è francescana ed i santi di questa terra che, non a torto, è stata detta l’Isola del silenzio, tra le loro virtù, hanno proprio quella del silenzio. Santità del silenzio fu quella di fra Nicola da Gesturi. Tra lui e il mondo c’era come un profondissimo solco. Unì incolmabile barriera s’apriva tra lui e la gente. Da una parte di quell’incolmabile barriera, l’uomo, quello di colpa, di miseria, annegato nella bassezza del mondo; dall’altra fra Nicola, creatura uguale a te solo nell’apparenza fisica, ma diversissimo in tutto.

L’incolmabile distanza tra fra Nicola e l’uomo era soprattutto piena dei suoi silenzi. Per fra Nicola la santità fu silenzio. I suoi silenzi erano di una natura così singolare da trasferirsi fuori del mondo di ogni giorno. Il silenzio era per lui motivo di ringraziamento quando gli si dava, era rimprovero, per chi, potendo, non dava, ed era risposta alle domande inutili e a quelle che non potevano avere risposta. Solo ricordando la volontà di Dio egli rompeva il silenzio.